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Investors’ intervista Marco Avanzo Barbieri

Investors’: Dottor Avanzo Barbieri, il 2020 è stato sotto tutti i punti di vista ed in tutti gli ambiti, l’annus horribilis. In che contesto ci troviamo al momento e qual è il possibile outlook nel breve/medio termine?

Marco Avanzo Barbieri: Analizzando il contesto macro, lo scenario in cui ci troviamo ad operare attualmente presenta da un lato delle problematiche ma dall’altro anche delle grandi opportunità. La pandemia ha unito due elementi che non si osservavano da tempo: una politica monetaria accomodante e delle politiche fiscali delineate con molta più chiarezza rispetto al passato. Queste due componenti costituiranno il propulsore per la crescita futura e assolveranno una funzione critica, rappresentando sostanzialmente ciò che in Neuberger Berman chiamiamo “dinamiche da inizio ciclo”.
Quando si verificano queste condizioni, alcuni settori cosiddetti “value” salgono alla ribalta. Parliamo di finanziario, energetico, industrial e consumer. Alcuni titoli di questi comparti potrebbero registrare un rally significativo.

Investors’: Con riferimento all’obbligazionario, Neuberger Berman annovera tra le sue strategie di successo quella incentrata sui corporate hybrid bonds. In cosa consiste e come si sviluppa a livello operativo?

Marco Avanzo Barbieri: La strategia gestita da Neuberger Berman fa perno su titoli obbligazionari subordinati emessi da grandi società non finanziarie con rating investment grade a livello senior e generalmente europee. I settori a cui appartengono sono diversi da quelli tradizionali – da cassettista per intenderci – e sono solitamente compresi tra Utilities, Energy, Telecom e Consumer. Con riferimento agli emittenti, i paesi principali sono Germania, Francia, Spagna, UK. Un elemento core nella selezione dei titoli, è rappresentato dalla capacità di questi di generare flussi di cassa.

Investors’: Nel senso che sono titoli particolari anche in relazione a come sono “interpretati” dalle agenzie di Rating?

Marco Avanzo Barbieri: Assolutamente sì! Vengono emessi perché essendo uno strumento di debito, Moody’s o S&P, attribuiscono loro un peso ripartito 50% – 50% di equity/ debito, pur essendo 100% debito fondamentalmente. Gli emittenti sono disposti a pagare un rendimento superiore rispetto al debito senior. Le caratteristiche però sono molto più difensive rispetto al debito subordinato finanziario, in primis perché i corporate hybrid non possono essere cancellati o convertiti in azioni. Altro elemento di interesse è il fatto che almeno in Europa le cedole sono deducibili (negli USA invece vige un altro regime, ndr). Crediamo fortemente in questo prodotto e siamo convinti che possa crescere considerevolmente nei prossimi anni contribuendo alla diversificazione dei portafogli. Insomma, si configura come uno strumento molto interessante in un contesto di bassi tassi di interesse e di elevato costo della copertura valutaria del dollaro che rende il debito denominato in euro più allettante per gli investitori italiani.

F1) Neuberger Berman Headquarter, New York
Photographer: Michael Nagle/Bloomberg

Investors’: In tema di sostenibilità, a che stadio si trova Neuberger Berman, e che linee guida state seguendo per ottemperare ai principi dettati dagli organi internazionali competenti in materia?

Marco Avanzo Barbieri: Neuberger Berman è da sempre all’avanguardia nel campo della sostenibilità. Al 1989 risale la prima strategia che integrava i fattori ESG nelle nostre scelte d’investimento. Dal 2012 siamo tra i firmatari dei Principi per l’Investimento Responsabile (PRI) sostenuti dalle Nazioni Unite. L’anno scorso siamo stati premiati con il massimo rating, A+, nell’ultima valutazione PRI, per il nostro approccio strategico globale alla governance impostato sulla base dei criteri ESG e per l’integrazione di questi stessi fattori in tutte le asset class. Solo pochissime società di investimento possono vantare un simile riconoscimento tra gli oltre 200 asset owners firmatari, ivi compresi Gestori, Banche, Assicurazioni, Fondazioni, Fondi Pensione e Fondi sovrani. E di questo siamo estremamente fieri. Tutti i nostri fondi (tranne tre) rispettano l’art 8 del Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR), la nuovissima normativa europea che stabilisce regole armonizzate sulla rendicontazione dei cosiddetti “rischi di sostenibilità” nei portafogli. E il nostro Fondo Global Equity, rispetta addirittura l’art 9.

Inoltre, la nostra strategia volta a contrastare gli effetti del cambiamento climatico, è in perfetta sintonia con le raccomandazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD) che incoraggia le aziende ad allineare le informazioni divulgate con le esigenze degli investitori. Il nostro team vanta 150 specialisti ESG e nella nostra storia abbiamo sostenuto più di 3mila incontri con vertici di società quotate per verificare il rispetto dei fattori ambientali, sociali e di governance nella loro gestione al momento dell’acquisto del titolo. Come gestore attivo, riteniamo che i criteri ESG costituiscano un importante driver dei rendimenti nel lungo termine sia in ottica di opportunità che di riduzione del rischio. E siamo consapevoli che per molti dei nostri clienti l’impatto di questi fattori nel loro portafoglio sia un aspetto importante tanto quanto la performance degli investimenti.

Investors’: Veniamo ai private market e al loro impiego nei portafogli dei clienti. Come si articola la vostra offerta?

Marco Avanzo Barbieri: Posso dire con grande orgoglio e soddisfazione che abbiamo ottenuto ottimi risultati. I Private market, a NB, si traducono in circa 100 miliardi di dollari di masse in gestione. Siamo uno degli attori più importanti in private markets, con posizioni attive in più di 550 fondi di diversi gestori. Si tratta di una tipologia di prodotti che non può certamente essere offerta in modalità “execution only”, ma deve essere proposta e suggerita ad hoc dai consulenti nel processo di costruzione del portafoglio del singolo cliente. Inoltre, in Italia, Neuberger Berman si presenta come leader di mercato, potendo contare su ben due team dedicati al Private Equity Italia, composti da circa 40 persone. Con riferimento all’asset allocation, i Private market non sono ancora presenti nei portafogli in maniera consistente. Crediamo fortemente in questo asset e riteniamo che nei prossimi anni il suo impiego troverà un largo consensus.

Investors’: Chiudiamo con una nota divertente e personale: quando sveste i panni da manager, cosa le piace fare?

Marco Avanzo Barbieri: Diciamo che non considerando la famiglia che viene sempre al primo posto e alla quale dedico la maggior parte del mio tempo libero (sorride, ndr), di inverno adoro la montagna, d’estate il windsurf e tutto l’anno la capoeira.

F2) Marco Avanzo Barbieri
Head of Client Group Italia Neuberger Berman
Fonte: Barbieri

L’intervista a Marco Avanzo Barbieri, che ringraziamo, è stata curata da Diego Scialpi

 

 

 

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